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Tuesday, 18 October 2016

Tuesday, 15 March 2016

Tuesday, 8 September 2015

Insight into the enamelled glass technology.

Have a look at some data concerning enamelled glass technology, and, if you want, learn more through the scientific paper.



To learn more:
Caggiani M.C., Colomban Ph., Valotteau C., Mangone A., Cambon P., “Mobile Raman spectroscopy analysis of ancient enamelled glass masterpieces”, Analytical Methods, 5, 4345-4354, 2013.

Saturday, 18 May 2013

Sul filo del tempo con le perle di vetro


Perle in vetro sono annoverate fra le prime testimonianze di ritrovamenti di oggetti in vetro risalenti al II millennio a.C. nel Mediterraneo Orientale. A dispetto delle loro ridotte dimensioni possono essere ricche di significato e rappresentare potere, ritualità, bellezza.
Suscitano ammirazione per i loro variegati colori e forme e curiosità per il raffinato lavoro alla base della realizzazione di queste piccole, ed a volte anche molto elaborate, meraviglie.


Il Corning Museum of Glass di Corning (NY - USA) possiede, tra l’altro, una vasta collezione di perle di vetro che attraversano trasversalmente le diverse epoche della storie e regioni del mondo. Approfittando di questo prezioso patrimonio ha allestito una mostra, dal titolo “Life on a String: 35 Centuries of the Glass Bead”, che si inaugura oggi, 18 Maggio 2013 e resterà aperta fino al 5 Gennaio 2014. Essa ripercorrerà la storia delle perle di vetro, portando in mostra perle ed oggetti imperlati non solo appartenenti alla collezione del Museo stesso ma anche in prestito da altre istituzioni fra cui il Metropolitan Museum of Art e l’American Museum of Natural History. La mostra includerà anche l’esposizione di elementi connessi alla produzione di questi oggetti come un telaio per la decorazione con perline e stampi per la produzione di perle africane bodom da vetro in polvere. Interessante il programma per bambini e famiglie che, come tipico di questo Museo, include l’osservazione della realizzazione di perle in vetro e la possibilità di creare un piccolo gioiello o oggetto d’arte.

Le perle in vetro, per via della loro varietà cromatica, opacità, accuratezza nell’elaborazione, hanno sempre attirato l’attenzione degli archeometri. Numerosi studi sono stati condotti su perle di vetro di varia provenienza ed epoca, molto diffusi in particolare per quelle provenienti da Cina ed Africa. Sempre più piede fra le tecniche impiegate per lo studio stanno prendendo l’XRF portatile e la micro-spettroscopia Raman, quest’ultima per le sue caratteristiche di non distruttività e in alcuni casi portatilità, nonché per l’importanza delle informazioni che essa restituisce sia sulla natura del vetro che su quella dei pigmenti ed opacizzanti.

Date un’occhiata a questa ristretta selezione di articoli e, se siete così fortunati, visitate questa magnifica mostra!


Per approfondire:


* AV Gennett, with contributions by T Oldknow: Glass Beads: Selections from the Corning Museum of Glass, 2013.


Solo alcuni dei numerosi spunti per approfondire “ArcheoMetricaMente”:

* HX Zhao, QH Li, S Liu, FX Gan, Characterization of microcrystals in some ancient glass beads from china by means of confocal Raman microspectroscopy, Journal of Raman Spectroscopy 44, 4, 643–649, 2013.

* JRN Peake and IC Freestone, Cross-craft interactions between metal and glass working: slag additions to early Anglo-Saxon red glass, Proc. SPIE 8422, Integrated Approaches to the Study of Historical Glass, 842204 (September 21, 2012); doi:10.1117/12.973765.

* A Tournié, LC Prinsloo, Ph Colomban, Raman classification of glass beads excavated on Mapungubwe hill and K2, two archaeological sites in South Africa, Journal of Raman Spectroscopy 43, 4, 532–542, 2012.

* P Robertshaw, M Wood, E Melchiorre, RS Popelka-Filcoff, MD Glascock, Southern African glass beads: chemistry, glass sources and patterns of trade, Journal of Archaeological Science 37,8, 1898–1912, 2010.

* D Sokaras, A G. Karydas, A Oikonomou, N Zacharias, K Beltsios, V Kantarelou, Combined elemental analysis of ancient glass beads by means of ion beam, portable XRF, and EPMA techniques, Analytical and Bioanalytical Chemistry 395, 7, 2199-2209, 2009.

* LC Prinsloo and Ph Colomban, A Raman spectroscopic study of the Mapungubwe oblates: glass trade beads excavated at an Iron Age archaeological site in South Africa, Journal of Raman Spectroscopy 39: 79–90, 2008.

* N Welter, U Schüssler, W Kiefer, Characterisation of inorganic pigments in ancient glass beads by means of Raman microspectroscopy, microprobe analysis and X-ray diffractometry, Journal of Raman Spectroscopy 38: 113–121, 2007.


Saturday, 6 April 2013

-flash news- Corning su GoogleArt!

Buone notizie per gli amanti del vetro! Entra a far parte del Google Art Project, grazie al quale è possibile esplorare le collezioni dei musei anche avvalendosi di elevati ingrandimenti ad altissima risoluzione, anche il Corning Museum of Glass, con circa 1000 oggetti selezionabili per artista. Buon divertimento!

* www.googleartproject.com
* http://www.googleartproject.com/collection/corning-museum-of-glass/

Tuesday, 4 December 2012

-flash news- Giornate di Studio sul vetro veneziano


Dal 27 febbraio al 1 marzo prossimi, si terranno presso l’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti delle giornate di studio dedicate alla produzione vetraria veneziana del XVII secolo. Dopo un’introduzione generale, si tratterà di materie prime, tecniche fusorie e di lavorazione, archeometria, conservazione e restauro. Fra i docenti, il chimico Marco Verità e William Gudenrath del Corning Museum of Glass. C’è tempo per iscriversi fino al 15 Dicembre.
Tali giornate rientrano nell’ambito delle iniziative scientifiche organizzate in seguito all’accordo siglato il 22 Novembre scorso e denominato “Glass in Venice” fra il suddetto Istituto e la Fondazione Musei Civici di Venezia.
Del programma fa parte anche l’attivazione di un sito internet informativo sulla produzione vetraria veneziana ed internazionale.

Tuesday, 13 November 2012

Opere di pietra e di luce - Il nuovo dipartimento di Arti Islamiche del Louvre.



Aperto al pubblico da fine settembre, il dipartimento “Arts de l’Islam” ha portato una ventata di novità al Museo del Louvre di Parigi. Dopo la piramide di Pei, ancora una volta l’architettura moderna si installa nel cuore del museo parigino, la corte Visconti. Opera degli architetti Ricciotti e Bellini e del museografo Piérard, si tratta di un’ala dall’aspetto leggero, sinuoso e trasparente come quello di un velo posato sui due piani adibiti a spazio museale. 
Di questa novità voglio sottolineare tre aspetti.



L’impiego magistrale della mediazione digitale, già presente nei dipartimenti “Degli oggetti d’arte” e “Delle antichità egizie”, ma per l’occasione rinnovata ed implementata, si basa sia su dispositivi mobili sia su totem fissi. Questi, grazie all’ausilio di video e suoni, garantiscono una grande interattività con il pubblico. Particolarmente interessanti ai nostri scopi sono gli approfondimenti sulle tecniche produttive, tenendo conto della scarsa considerazione della quale il “saper fare” gode nella maggioranza dei musei. Per alcuni tipi di oggetti, come ad esempio la Ceramica a Lustro, sono riprodotte le differenti fasi di lavorazione, in questo caso: “Fabbricazione dell’oggetto” / “Applicazione della vetrina” / “Realizzazione della decorazione”; per ognuna di esse gli step consecutivi sono esemplificativamente illustrati ed animati. Un esempio da seguire!

È stato interamente ricostruito un portico Mamluk in pietra calcarea, proveniente dal Cairo. Datato alla seconda metà del ‘500, non era stato mai più messo in mostra dopo l’Esposizione Universale del 1889. Le pietre che lo costituivano, per un totale di cinque tonnellate, sono state ritrovate nei depositi del Museo “Les Arts Décoratifs”, e da quest’ultimo donate al Louvre con l’auspicio di riunire le collezioni dei due musei. Il portico è stato così ricostituito  anche grazie all’apporto finanziario di numerosi mecenati, che hanno contribuito a tutta l’operazione di apertura delle nuove sale. Si tratta di un’interessante sfida anche dal punto di vista della conservazione.

L’apertura di quest’ala è stata l’occasione per porsi degli interrogativi sulla datazione e la tecnica produttiva di alcuni oggetti come le lampade di moschea e bottiglie Mamluk in vetro smaltato e dorato, domande a cui si è cercato di rispondere con indagini archeometriche. Sono stati studiati i corpi vitrei degli oggetti e i loro smalti tramite spettroscopia Raman, una tecnica non distruttiva che, grazie all’uso di dispositivi portatili, ha permesso al Ladir, laboratorio parigino altamente specializzato, di effettuare le analisi necessarie direttamente nei depositi del museo. Esse hanno permesso di determinare la palette di pigmenti impiegati per la colorazione degli smalti, uno fra tutti il lapis lazuli per il blu, e, in base alle materie prime usate, di determinare classi di oggetti e distinguere parti restaurate o copie. Anche questo un bell’esempio: cogliere le occasioni di modernizzazione dei musei per creare nei depositi dei veri e propri laboratori, sfruttando le tecniche non distruttive e le strumentazioni portatili per conoscere al meglio il nostro patrimonio.



Per approfondire:

* Grande Galerie – Le journal du Louvre sept./oct./nov. 2012 n.21. Rivista
*A Collinet, AC Daskalakis Mathews, C Juvin, S Makariou, C Maury, C Déléry, G Fellinger, D Miroudot, Annick Neveux-Leclerc, R Rante, Sous la direction de Sophie Makariou, Les Arts de l'Islam au musée du Louvre, 2012. Catalogo
* AC Daskalakis Mathews, Le porche mamlouk, 2012. Saggio

Per approfondire “ArcheoMetricaMente”:

* Ph Colomban, A Tournié, MC Caggiani, C Paris, Pigments and enamelling/gilding technology of Mamluk mosque lamps and bottle, Journal of Raman spectroscopy, (2012), published on line, DOI 10.1002/jrs.4101.

English Version