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Tuesday, 12 July 2016

Digital disruption!

At ICOM Milan 2016 a workshop reflects on the technological "invasion" of museums and exhibitions. 
Enjoy!


To learn more:

Thursday, 26 September 2013

Impressioni di Settembre #2 – Un'estate al MARE: il nuovo Museo ARcheologico di Egnazia


Settembre sta finendo, è tempo di riflettere. È tempo di chiudere nell’armadio i ricordi estivi ed affrontare a maniche rimboccate l’autunno appena iniziato. C’è un ricordo, però, che di starsene chiuso nell’armadio proprio non ne vuole sapere: si tratta della visita al Museo Archeologico Nazionale di Egnazia "Giuseppe Andreassi", riapertosi dopo rinnovamenti proprio l’estate appena finita, il 25 Luglio.


Egnazia… Chi ha studiato Beni Culturali in Puglia, da un fronte umanistico o scientifico che sia, non può non conoscerla, anzi, ne sarà con grande probabilità ossessionato, in senso positivo, quell’ossessione che porta all’affetto per un luogo. Chi come me poi ci ha anche lavorato, in un progetto in cui ci ha messo tutta la sua passione, come in una tesi di laurea in cui magari di passione un po’ meno, ma di impegno sì, sempre tanto, non può non tornarci senza nostalgia, e la sua personale impressione su quel che del museo –e del parco- ne è e ne sarà, non potrà facilmente essere oggettiva.

Il Parco Archeologico di Egnazia non può essere inquadrato in una semplice definizione temporale: “Sito Preistorico” “Sito Messapico” “Sito Romano” “Sito Medievale". Tutta la storia della città, infatti, dispiega i suoi resti in questo fazzoletto di terra scavato, molto probabilmente solo una tessera di un grande mosaico ancora tutto da scoprire. Immaginate dunque che mole di conoscenza l’annesso Museo possa contenere! Nel nuovo allestimento tutto questo “materiale” –gli archeologi perdonino questo termine, sarà deformazione professionale- è organizzato in sequenza temporale, in vetrine ricchissime di oggetti meravigliosi che il mondo ci invidia e con l’accompagnamento di pannelli descrittivi davvero ben fatti e d’impatto.

Il contenuto quindi non manca, il contenitore c’è, il contesto è incantevole (e che ben vengano anche i turisti capitati per caso perché attirati dallo splendido mare!). Manca però qualcosa. Certo definire “qualcosa” ogni forma di segnaletica del percorso, brochure, supporto informatico, lingua inglese, guida per gruppi che non sia prenotata, audioguida, informazione archeometrica (e beh… Anni di lavoro sugli oggetti esposti!), ma anche bookshop e caffetteria, sembrerebbe riduttivo... Ma l’abbiamo detto, non può essere un’analisi oggettiva, e, soprattutto, siamo sicuri che sia solo una questione di tempo! 

Siete tutti invitati a visitare Parco&Museo al prezzo complessivo del biglietto di ben…3€! (Alzate quel prezzo, per favore!)


Per approfondire:

Per approfondire ArcheoMetricaMente
*LC Giannossa, S Loperfido, M Caggese, GE De Benedetto, R Laviano, L Sabbatini, A Mangone, A systematic characterization of fibulae from Italy: from chemical composition to microstructure and corrosion processes, New Journal of Chemistry, 37, 2013, 1238-1251.
* A Mangone, MC Caggiani, LC Giannossa, G Eramo, V Redavid, R Laviano, Diversified production of red figured pottery in Apulia (Southern Italy) in the late period, Journal of Cultural Heritage, 14, 1, 2013, 82-88.
* MC Caggiani, M Ciminale, D Gallo, M Noviello, F Salvemini, On line non destructive archaeology; the archaeological park of Egnazia (Southern Italy) study case, Journal of Archaeological Science 39, 1, 2012, 67-75.

* A Mangone, LC Giannossa,  G Eramo,  R Laviano, CS Fioriello, V Redavid and A Traini,  Technological features of ‘gnathia’ pottery, X-Ray Spectrometry 38, 2009, 386–393.
* A Mangone, LC Giannossa, R Laviano, CS Fioriello, A Traini, Investigations by various analytical techniques to the correct classification of archaeological finds and delineation of technological features Late Roman lamps from Egnatia: From imports to local production, Microchemical Journal, 91, 2009, 214–221.

* A Traini, LC Giannossa, P Ubbrìaco, A Mangone, MD De Filippis and R Laviano, The reason of the collapse of an ancient kiln in Egnazia from mineralogical and thermal analysis of ceramic finds, Journal of Thermal Analysis and Calorimetry, 92, 1, 2008, 337–344.

English Version

Sunday, 14 April 2013

Alla scoperta del mondo dei Samurai.


Dallo scorso 29 Marzo e fino al 3 Novembre 2013, sarà aperta presso il Museo Stibbert di Firenze la mostra intitolata “Samurai!” che raccoglie 70 capolavori della collezione dello stesso museo: si tratta di affascinanti armature giapponesi, come elmi, corazze, lame, selle, staffe e di tutto ciò che girava intorno alla vita di un samurai.… Molto interessante è il punto di vista: una particolare attenzione è infatti prestata alle tecniche artigianali ed ai materiali impiegati, dall’acciaio, alla seta alle pelli e alle lacche.

Il Museo Stibbert è una realtà poco nota al di là della città di Firenze, nonostante la sua collezione giapponese sia una delle più importanti al di fuori del Giappone. Il Museo si deve al collezionista Frederick Stibbert, anglo-italiano che, ereditate le ricchezze della sua famiglia di militari, si dedicò alla collezione e ne fece un museo che alla sua morte lasciò alla città di Firenze. Attualmente la collezione, arricchitasi anche grazie alle donazioni ed agli acquisti successivi alla morte del suo fondatore, è costituita da circa 50000 oggetti. Essa non consta esclusivamente di armeria giapponese, ma anche di armeria europea ed islamica, di una Quadreria (ritratti dal Cinquecento al Settecento), una sezione di porcellane (interessante la produzione ottocentesca) ed una di costumi (abiti europei ma anche indiani, cinesi, giapponesi e coreani).

Recentemente, la ricca e variegata collezione giapponese di questo museo, ancora tutta da scoprire, ha attirato l’attenzione degli archeometri, che si sono potuti avvalere di tecniche totalmente non distruttive e non invasive come la Fluorescenza a Raggi X portatile e le tecniche neutroniche come la Diffrazione e l’Imaging. Le informazioni ricavabili vanno dalla composizione elementare alle proprietà medie di bulk del campione. Delle lame, ad esempio, è possibile ricostruire sezioni o volumi, deducendone interessanti informazioni sui metodi di forgiatura delle diverse tradizioni e scuole giapponesi.

Non mi resta che invitare i miei lettori a visitare questa mostra ed il museo che la ospita, e ad avere uno sguardo attento alle scoperte della scienza e della tecnologia che sempre più ci aiuteranno a svelare i dettagli di questo mondo così affascinante.

Per approfondire:
* www.museostibbert.it

Per approfondire ArcheoMetricaMente:
* F Salvemini, F Grazzi, A Agostino, R Iannaccone, F Civita, S Hartmann, E Lehmann, M Zoppi, Non-invasive characterization through X-ray fluorescence and neutron radiography of an ancient Japanese lacquer, Archaeological and Anthropological Sciences, February 2013, DOI 10.1007/s12520-013-0127-6.

* F Salvemini, F Grazzi, S Peetermans, F Civita, R Franci, S Hartmann, E Lehmann, M Zoppi, Quantitative characterization of Japanese ancient swords through energy-resolved neutron imaging, Journal of Analytical Atomic Spectrometry, 2012, 27, 1494-1501.

* F Grazzi, LBartoli, F Civita, R Franci, A Paradowska, A Scherillo and M Zoppi, From Koto age to modern times: Quantitative characterization of Japanese swords with Time of Flight Neutron Diffraction, Journal of Analytical Atomic Spectrometry, 2011, 26, 1030-1039.

English Version

Saturday, 6 April 2013

-flash news- Corning su GoogleArt!

Buone notizie per gli amanti del vetro! Entra a far parte del Google Art Project, grazie al quale è possibile esplorare le collezioni dei musei anche avvalendosi di elevati ingrandimenti ad altissima risoluzione, anche il Corning Museum of Glass, con circa 1000 oggetti selezionabili per artista. Buon divertimento!

* www.googleartproject.com
* http://www.googleartproject.com/collection/corning-museum-of-glass/

Friday, 28 December 2012

Primavera ad Amsterdam


Sarà ricca di eventi la primavera di Amsterdam!
Oltre alla riapertura del Museo VanGogh, anche il rinnovato Rijksmuseum riaprirà il 13 Aprile 2013 dopo 10 anni di lavori e restauri. Nel frattempo esploriamo il modernissimo ed interessante sito web, alla scoperta degli studi che hanno permesso di esplorare le tecniche incisorie di Rembrandt (in mostra presso lo stesso museo fino al prossimo 14 Gennaio) e del progetto Rijksstudio grazie al quale chiunque potrà fare un uso personale ed originale delle riproduzioni di alcune opere del museo!



Fonte:

Per approfondire:

Wednesday, 19 December 2012

Svelando van Gogh.


Il Museo van Gogh di Amsterdam, per via di lavori di ristrutturazione in corso, è temporaneamente ospitato presso l’Hermitage della stessa città, dove resterà fino al 25 Aprile 2013.



Da circa 15 anni il Museo van Gogh è impegnato nell’ambito della ricerca sulla vita e l’opera di Vincent van Gogh, in particolare, dal 2005, in collaborazione con la Shell ed il Netherlands Institute for Cultural Heritage, è in atto un progetto di ricerca scientifica dal titolo “Van Gogh's studio practice”. L’obiettivo è quello di indagare approfonditamente il modo di operare del grande artista e comprendere come la sua arte fosse relazionabile a quella dei suoi contemporanei, estendendo la ricerca anche ad artisti con i quali venne in contatto, come Mauve, Toulouse-Lautrec, Signac e Gauguin o di cui ben conosceva l’opera ed il modus operandi, come Monticelli, Delacroix e Millet.
Il progetto dovrebbe essere portato a termine entro la primavera del 2013, quindi apparentemente in coincidenza con la riapertura del museo.

In attesa di poter visitare il museo nella sua veste rinnovata, cominciamo a spulciarne il sito, per scoprire le tecniche usate per le indagini in corso ed i risultati fino ad ora ottenuti.

Da un primo report sui metodi impiegati, sembra che l’osservazione dei dipinti tramite luce normale, luce radente e luce trasmessa, sia il primo approccio necessario per la conoscenza degli stessi. Seguono l’osservazione per fluorescenza UV, per individuare i diversi strati di vernice stesi, la riflettografia infrarossa, che permette di rivelare la presenza di disegni preparatori, come le linee guida per la prospettiva individuate in “Vista di Parigi dall’appartamento di Theo in Rue Lepic”, la radiografia X, che ha permesso di individuare, ruotata di 90 gradi, una figura umana, forse riferibile a “Donna che cuce”, al di sotto del dipinto “Cesto di patate”, e la microscopia ottica anche a luce polarizzata per lo studio della forma delle pennellate. Grazie a micro-campionamenti (si tratta di frammenti di pittura non più grandi di una punta di spillo, o di altrettanto micrometriche sezioni stratigrafiche), è stato inoltre possibile effettuare analisi per microscopia elettronica a scansione con spettroscopia a raggi X in dispersione di energia (SEM-EDX) e microscopia elettronica a trasmissione (TEM), grazie ai quali ottenere analisi chimiche degli strati pittorici e preparatori, come quello di “Banchine della Senna” in puro bianco di piombo e non miscelato a riempitivi più economici come nei quadri più “commerciali”. Per produrre i campioni per il TEM è stata utilizzata una strumentazione estremamente sofisticata come il FIB: un nano-macinatore tramite fascio di ioni focalizzato.



Per approfondire:
  e pdf allegato (report sulle tecniche di analisi)

Per approfondire “ArcheoMetricaMente”:


* J Dik, K Janssens, G Van Der Snickt, L van der Loeff, K Rickers, M Cotte, Visualization of a lost painting by Vincent van Gogh using Synchrotron Radiation based X-ray fluorescence elemental mapping, Analitical Chemistry 80, 16, (2008), 6436–6442.

English Version